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Riscaldamento, come arrivare pronti all'inverno con le bollette in aumento
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Novità giovedì 27 agosto 2026 · ⏱️ 5 min di lettura · 👁 0 letture

Riscaldamento, come arrivare pronti all'inverno con le bollette in aumento

B di Betty BarlettaRedazione

Con il gas atteso in forte rialzo, quello che si fa a casa prima di accendere i termosifoni pesa più dell'offerta che si sceglie. Date di accensione per zona climatica, limiti di temperatura, manutenzione e gli interventi che rendono davvero. Guida pratica per la stagione 2026-2027.

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Le stime sui prezzi dell'energia per i prossimi mesi indicano rialzi importanti sul gas, che è la voce più pesante della bolletta invernale. Cambiare fornitore o passare a una tariffa fissa è una parte della risposta, ma agisce solo sul prezzo unitario. L'altra metà del lavoro si fa in casa, e riguarda quanto si consuma.

Ecco cosa conviene mettere in ordine adesso, prima che i termosifoni si accendano.

Quando si possono accendere i termosifoni

Il calendario è fissato dal DPR 74 del 2013, che divide l'Italia in sei zone climatiche in base ai gradi giorno. Salvo ordinanze comunali, che possono anticipare o posticipare in caso di condizioni particolari, le finestre sono queste.

Zona
Periodo
Ore al giorno
A
1 dicembre - 15 marzo
6
B
1 dicembre - 31 marzo
8
C
15 novembre - 31 marzo
10
D
1 novembre - 15 aprile
12
E
15 ottobre - 15 aprile
14
F
nessun limite
nessun limite

In tutte le zone gli impianti possono funzionare tra le 5 e le 23. Milano, Torino, Bologna e gran parte del Centro-Nord sono in zona E. Roma, Firenze e Genova in zona D. Napoli, Bari e Cagliari in zona C.

La temperatura massima consentita negli ambienti è di 20 gradi, con una tolleranza di due gradi. Per gli edifici industriali il limite scende a 18.

Il grado che vale il 6%

La regola più citata dagli esperti è anche la più semplice: abbassare di un grado la temperatura di casa riduce il consumo di gas di circa il 6%. Su una bolletta invernale sono decine di euro al mese, senza spendere nulla.

Il modo per farlo senza patire il freddo è agire sulla distribuzione più che sul termostato centrale. Se l'impianto ha le valvole termostatiche, vale la pena tarare stanza per stanza: camere da letto e ambienti poco usati stanno bene su valori bassi, mentre il soggiorno resta l'ambiente da tenere in temperatura nelle ore di presenza.

La manutenzione che non è facoltativa

Il controllo dell'impianto termico e l'analisi dei fumi non sono un consiglio ma un obbligo di legge, con periodicità che dipende dal tipo e dalla potenza del generatore e dalle indicazioni del costruttore. Il libretto di impianto va tenuto aggiornato e il rapporto di controllo di efficienza energetica va conservato.

Al di là dell'obbligo, una caldaia sporca o mal tarata consuma di più a parità di calore prodotto. Farla vedere a settembre evita anche di finire nella coda di novembre, quando i tecnici sono introvabili e i guasti arrivano tutti insieme.

Nello stesso giro conviene sfiatare i termosifoni: l'aria nei radiatori è il motivo per cui la parte alta resta fredda mentre la caldaia lavora a pieno regime.

Gli interventi a costo zero o quasi

Prima di pensare a lavori importanti, ci sono cose che si fanno in un pomeriggio.

I pannelli riflettenti dietro i radiatori addossati a muri perimetrali recuperano il calore che altrimenti scalda la parete e l'esterno. Costano pochi euro al metro.

Le guarnizioni adesive su porte e finestre chiudono gli spifferi che vanificano il riscaldamento. Un test rapido: una candela accesa vicino al serramento rivela le correnti d'aria.

Tende pesanti e tapparelle abbassate al calare del sole riducono la dispersione dai vetri, che sono il punto più debole dell'involucro nella maggior parte delle case italiane.

I radiatori liberi rendono di più: un divano davanti al termosifone o una mensola sopra intercettano il calore prima che circoli.

Cosa succede se si vuole intervenire sull'impianto

Chi ha una caldaia vecchia si trova davanti a un quadro cambiato. Le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili non rientrano più negli incentivi: la direzione tracciata dalle direttive europee spinge verso pompe di calore e sistemi ibridi, cioè impianti che integrano una fonte rinnovabile.

Restano due strade per chi sostituisce l'impianto con una tecnologia agevolabile: la detrazione fiscale, recuperata in dieci anni, con comunicazione a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e il Conto Termico 3.0 gestito dal GSE, che è un rimborso diretto e copre fino al 65% della spesa per pompe di calore, sistemi ibridi e caldaie a biomassa ad alta efficienza. I due strumenti non sono cumulabili sullo stesso intervento.

Sulle aliquote delle detrazioni il 2026 ha portato modifiche e le fonti in circolazione non concordano: prima di impostare un preventivo conviene verificare le percentuali aggiornate sul sito dell'Agenzia delle Entrate e le condizioni del Conto Termico sul portale del GSE.

Cosa lasciare per ultimo

Cappotto termico, sostituzione dei serramenti e impianto nuovo sono gli interventi che incidono di più sulla bolletta, ma hanno tempi e costi che non si risolvono prima di novembre. Vale la pena chiedere i preventivi adesso e programmarli per la primavera, quando le imprese sono più libere e i lavori si fanno senza restare al freddo.

L'ordine giusto è quello inverso rispetto a quello che si immagina: prima si tolgono gli sprechi, poi si mette mano all'involucro, per ultimo si sostituisce il generatore. Una pompa di calore installata in una casa che disperde funziona male e costa cara.

Domande frequenti

Quando si accendono i termosifoni nel 2026?

Dipende dalla zona climatica: dal 15 ottobre in zona E, dal 1° novembre in zona D, dal 15 novembre in zona C, dal 1° dicembre in zone A e B. In zona F non ci sono limiti. I comuni possono variare le date con ordinanza.

Qual è la temperatura massima consentita in casa?

20 gradi, con una tolleranza di due gradi.

In quali ore si può tenere acceso il riscaldamento?

Tra le 5 e le 23, con un numero massimo di ore giornaliere che varia da 6 in zona A a 14 in zona E.

Quanto si risparmia abbassando di un grado?

Circa il 6% del consumo di gas, secondo le stime di settore.

La manutenzione della caldaia è obbligatoria?

Sì. Controllo dell'impianto e analisi dei fumi hanno periodicità stabilite in base al tipo e alla potenza del generatore, con libretto di impianto da tenere aggiornato.

Si può ancora avere un incentivo per una caldaia a gas?

No, non per la sola sostituzione con un'altra caldaia a combustibili fossili. Restano agevolabili pompe di calore e sistemi ibridi.

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