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Dichiarazione IMU, addio alla carta: come cambia e quando scatta davvero l'obbligo
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Novità sabato 19 settembre 2026 · ⏱️ 4 min di lettura · 👁 0 letture

Dichiarazione IMU, addio alla carta: come cambia e quando scatta davvero l'obbligo

R di Redazione Casa361La redazione

La parola che ricorre nei commenti alla riforma è semplificazione. Per chi possiede un immobile, nella pratica, significa una cosa sola: un canale in meno e una distrazione in più da evitare.

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Il decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 147 ha riordinato la disciplina della dichiarazione IMU, riunendola nel nuovo comma 768-bis della legge 160/2019. Il provvedimento è in vigore dal 12 agosto 2026.

Cosa cambia: solo telematica, per tutti

La dichiarazione dovrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica. La regola non fa distinzioni: vale allo stesso modo per le persone fisiche e per i soggetti giuridici.

Finisce quindi la possibilità di consegnare il modello cartaceo allo sportello o di spedirlo. È il punto che cambia le abitudini di più contribuenti, soprattutto tra chi possiede un solo immobile e ha sempre gestito l'adempimento una volta ogni tanto, con carta e raccomandata.

Un modello solo, anche per le agevolazioni

L'altra novità riguarda il contenuto. Il nuovo modello ministeriale unificato è pensato come canale unico per comunicare tutte le informazioni rilevanti ai fini dell'imposta, comprese quelle necessarie a ottenere le agevolazioni locali.

L'obiettivo dichiarato è ridurre la possibilità che i singoli Comuni richiedano adempimenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal modello nazionale. Chi ha avuto a che fare con moduli comunali diversi da città a città capisce il senso dell'intervento.

Quando scatta davvero

Qui arriva il passaggio che conviene fissare, perché è il più frainteso.

La norma è in vigore, ma il nuovo modello deve essere approvato con un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Fino a quando quel decreto non arriva, restano validi i modelli attualmente in uso.

Tradotto: non c'è nulla da fare diversamente domani mattina. Il cambiamento diventa operativo nel momento in cui il modello telematico viene pubblicato, e conviene verificare presso il proprio Comune quale modulistica sia in uso al momento della presentazione.

La scadenza non cambia

Il termine resta il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell'immobile o si è verificata una variazione rilevante ai fini dell'imposta.

Per le variazioni avvenute nel corso del 2026, quindi, la scadenza è il 30 giugno 2027.

Resta in piedi anche il principio che alleggerisce l'adempimento, e che vale la pena ricordare a chi teme di doversi muovere ogni anno: una volta presentata, la dichiarazione conserva efficacia per gli anni successivi, a condizione che non cambino i dati che determinano l'imposta. Il passaggio al digitale riduce i canali disponibili, non trasforma l'IMU in una dichiarazione annuale generalizzata.

Le sanzioni si alleggeriscono dal 2027

Il decreto interviene anche sul regime sanzionatorio, ma con un calendario diverso: il nuovo regime si applica alle violazioni commesse dal 1° gennaio 2027.

Per la dichiarazione omessa la sanzione viene fissata al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. Fino a quel momento la forbice andava dal 100% al 200%, con un margine di discrezionalità che viene sostituito da una percentuale fissa.

Anche per la dichiarazione infedele, cioè presentata ma con dati errati o incompleti, è prevista una riduzione, accompagnata da nuove possibilità di ravvedimento.

Se contesti la rendita catastale

Un capitolo meno pubblicizzato riguarda chi ha un contenzioso aperto sulla rendita del proprio immobile, situazione più frequente di quanto si pensi dopo una ristrutturazione o un accatastamento.

Durante il contenzioso l'IMU continua a essere calcolata sulla rendita iscritta negli atti catastali. Il contribuente paga quanto stabilito e attende la decisione del giudice, dopo la quale si procede al conguaglio.

Le due strade sono simmetriche. Se la rendita viene ridotta, il rimborso può essere chiesto entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla sentenza definitiva. Se viene aumentata, nello stesso arco temporale il Comune può recuperare la differenza applicando soltanto gli interessi, senza sanzioni.

Cosa conviene fare adesso

Tre accorgimenti pratici, in ordine di utilità.

Verificare presso l'ufficio tributi del proprio Comune quale modello sia attualmente accettato, dato che il passaggio al nuovo modulo dipende dal decreto ministeriale.

Controllare di avere gli strumenti per l'invio telematico, perché quando l'obbligo diventerà operativo non ci saranno alternative: le credenziali digitali o un intermediario abilitato serviranno comunque.

Tenere traccia delle variazioni intervenute nel 2026 che incidono sull'imposta, da comunicare entro il 30 giugno 2027.

I regolamenti comunali possono prevedere modalità operative differenti, quindi il riferimento resta sempre l'ufficio tributi del Comune in cui si trova l'immobile. Queste informazioni non sostituiscono una consulenza fiscale.

Domande frequenti

La dichiarazione IMU va presentata ogni anno?

No. Una volta presentata conserva efficacia anche per gli anni successivi, se non cambiano i dati che determinano l'imposta. La riforma modifica il canale di trasmissione, che diventa esclusivamente telematico, non la frequenza dell'adempimento.

Da quando è obbligatorio l'invio telematico?

La norma è in vigore dal 12 agosto 2026, ma il nuovo modello deve essere approvato con un decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Fino a quel momento restano validi i modelli attualmente in uso.

Quando scade la dichiarazione IMU?

Il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell'immobile o si è verificata una variazione rilevante. Per le variazioni del 2026 il termine è quindi il 30 giugno 2027.

Cosa succede se non presento la dichiarazione?

Per le violazioni commesse dal 1° gennaio 2027 la sanzione per dichiarazione omessa è fissata al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro, contro la precedente forbice tra il 100% e il 200%.

Devo pagare l'IMU se ho un ricorso aperto sulla rendita?

Sì. Durante il contenzioso l'imposta si calcola sulla rendita iscritta in catasto. Dopo la sentenza definitiva si procede al conguaglio, con rimborso o recupero entro il 31 dicembre del quinto anno successivo.

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